Maturità 2013
aka
L'esame della sfiga
Ieri, a quest'ora, ero felice.
Nonostante le ormai notissime tracce di merda della prima prova, infatti, io ho avuto un gran culo, ma proprio grande.
L'argomento della tipologia B, ovvero il saggio di ambito artistico-letterario era "Individuo e società di massa", con un testo di Pasolini e la Marilyn di Warhol.
Il mio percorso, invece, si chiama "Soli Tra la Folla: Massificazione e individualismo tra antichità e 900'" e parte proprio da Warhol e Pasolini.
Notate somiglianze?
Traccia sputata alla mia tesina, roba che se avessi voluto farlo apposta non avrebbe potuto essere più perfetto.
Già mira delle bestemmie di molte delle mie amiche (soprattutto di Amica Bionda che sperava sull'Europa almeno tanto quanto Giacobbo nella caduta di un meteorite), nemmeno ho fatto in tempo a riconvertirmi al cristianesimo per ringraziare qualcuno per tutto questo immenso culo che, subito, oggi, se non sono proprio atea, diciamo che viro verso un'educata miscredenza.
Per carità, io so tradurre il latino più o meno come Luca Giurato sa parlare l'italiano, ma alla fine si sa che "tanto all'esame si scopiazza"; "tanto i prof ci aiutano"; "tanto mi ficco il telefono nelle mutande e i bigliettini in ogni singola parte libera del mio corpo"; "tanto quella che passano su internet è buona, la fanno proprio dei prof"...
Tanto un par di palle!
In principio, quando hanno comunicato che l'autore era Quintiliano (e io temevo fortissimamente un Magris latino), in un moto di sconsiderata felicità, ho seriamente preso in considerazione la vita conventuale, perché, insomma, dovevo pur ringraziare in qualche modo.
Io speravo in Cicerone ma Quinty mi va bene uguale; parla dell'oraroria, usa la concinnitas, e non sottintende 876 verbi a frase come Tacito.
"Meglio così non poteva andare" ho pensato commettendo peccato di iubris preventivata.
Ma poi, consegnano le tracce, e già lì la mia fede comincia a vacillare...
-Cazzo quanto è lunga.- la prima cosa che ho pensato.
Non so quanti di voi abbiano già fatto l'esame di stato, ma vedersi 27 righi di versione quando sei abituato a tradiurne 10 ti lascia un po' così...
E non c'è nessun bonus, nessuna possibilità di scampo, nessun "Prof. per favore ci potete togliere un rigo?" ma soprattutto nessun "Ok, dai arrivate a..."
Niente di niente, solo commissari esterni che ti guardano storto e tu, che in quel momento ti maledici fortemente di aver scelto una scuola dove si studia sta lingua morta di merda.
Ma poi, ottimisticamente, penso: "Vabbè, dai ho quattro ore."
NO!
Secondo, gravissimo, fatale, peccato di iubris.
Le ore per una versione di latino non sono mai abbastnza.
Inizio a leggerla, il titolo suggeriva (genio) parlasse d'Omero e io lì "Ah che bello almeno è un tizio che conosco, mica un Magris qualsiasi."
Leggo la prima frase la prima volta, e niente.
Una seconda, ancora niente.
Alla terza apro il vocabolario e inizio a sfogliare le pagine... Così tanto per, giusto per farmi un po' di vento visto che ci saranno 40 gradi all'ombra oggi, mica per cercare qualcosa.
Fisso, rifisso... Il senso nollo trovo.
Passo alla frase successiva che mi pare un po' più chiara; "Vabbé cominciamo da lì"
E giù a cercare di capirci qualcosa.
Dopo la prima ora sento una vibrazione;
Festa, mi è arrivata la versione, che figo, se vado in bagno posso prendere quindici.
Chiedo quando si poteva iniziare ad andare in bagno e quel fiore della prof esterna di latino mi guarda come se avessi chiesto se fosse stata messa incinta dagli alieni sul set di Smallville.
Sadismo, sospetto, occhiataccia?
Niente, rispetto alla secchissima risposta:
"Si può andare in bagno dalle 11 e 40... E basta "
Come, come dalle 11 e 40?
E se ti dicessi che sono incontinente, eh?
Vabbè... Comunque, continuo a fingere di tradurre, trovando parole e mettendole insieme, di modo che abbiano un senso per me, quindi inesistente per gli altri.
Scattata l'ora x, tutti sembrano avere problemi improvvisi di incontinenza.
Finalmente riesco ad andare in bagno...
Controllo la gentile courtesy of Cugina Roscia e inizio a farmi venire dubbi amletici.
-Perchè c'è scritto questo? "Chi cazzo è sto tizio?" "Ma che cazzo dice?" "Mica c'è scritto questo?"
Ora, va bene che io non sono un genio a tradurre, ma solitamente il senso delle mie versioni si avvicina almeno leggermente a quello originario... Stavolta invece no.
La versione era completamente diversa, tanto che ho pensato ali seriamente di aver sbagliato tutto.
Torno in sala, cerco disperata gli sguardi degli altri e comunico il mio malessere ad Amica Roscia dietro di me, pure lei in preda a un attacco isterico.
Rileggo la versione, cerco il nome di un certo Neil, presente nella traduzione ricevuta e non lo trovo.
CAZZO!
Rileggo la versione, cerco il nome di un certo Neil, presente nella traduzione ricevuta e non lo trovo.
CAZZO!
Ad un certo punto, piomba addosso la spaventosa consapevolezza di qualcosa di terribile: LA VERSIONE E' sbagliata.
PANICO... gente che piange, gente che copia così per gusto, tutti gli altri che bestemmiano....
Bene, cosa facciamo?
L'unica nostra salvezza: inventiamo. Inventiamo meraviglie che distraggano dalla merda della mia ignoranza.
Bestemmiando tutti: scuola.it, studenti.it e cazzivariesistenti.it, la nostra eroina si accorgerà che il tempo scorre e bisogna muoversi.
Si guarda intorno disperata, alla ricerca di un segno, un illuminazione, un Quintiliano qualsiasi che mi esce dalla macchinetta e mi dica quello che cazzo voleva dire con questa versione.
Anche (quasi) tutti gli altri si sono accorti della versione sbagliata e iniziano ad agitarsi, mandare segnali di fumo alla prof interna, affinchè si metta a ballare la samba pur di distrarre il pitbull di latino che, manco a dirlo, non ti diceva una parola UNA, nemmeno se chiedevi conferma che atque fosse una congiunzione.
Insomma, ultima parte finita in sette minuti sotto dettatura della Roscia sopracitata, un gran mal di testa, e grandi bestemmie.
Ma soprattutto grande delusione nei confronti delle ethernet: anni che passano la versione corretta e proprio a noi, dopo Magris, ci fanno sta minchiata.
Che poi, per carità, noi studenti saremo pure degli ignoranti ma almeno noi, se leggiamo nella traduzione un nome assurdo che nella versione effettivamente NON C'E' almeno ce ne accorgiamo.
Intanto, per eccesso di zelo, io continuo a pregare il cielo affinchè quella di latino corregga i compiti come quella di geografia astronomica, che ha un occhio di vetro à la Alastor Moody e porta gli occhiali perchè dall'altro è miope.
Di positivo almeno c'è che posso ormai dare alle fiamme ii dizionario di latino in un rito propiziatorio a Giove, sperando che almeno il voto di italiano sia abbastanza alto da compensare lammerda di questo.
Finché c'è vita c'è speranza, si dice.
Finché c'è il 60, tutto va bene.
Intanto, per eccesso di zelo, io continuo a pregare il cielo affinchè quella di latino corregga i compiti come quella di geografia astronomica, che ha un occhio di vetro à la Alastor Moody e porta gli occhiali perchè dall'altro è miope.
Di positivo almeno c'è che posso ormai dare alle fiamme ii dizionario di latino in un rito propiziatorio a Giove, sperando che almeno il voto di italiano sia abbastanza alto da compensare lammerda di questo.
Finché c'è vita c'è speranza, si dice.
Finché c'è il 60, tutto va bene.
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